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.... Semplicemente .... vivere .... andando ... semplicemente vivere o vivere semplicemente ... un pezzo di pane, la voglia di camminare o meglio di "andare" con occhi curiosi ... lasciando o seguendo una traccia fatta di molliche di pane ...
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mercoledì, 05 novembre 2008

Ho un paio di riflessioni da fare legate alla vittoria di Obama. Per quanto gli USA siano un paese pieno di contraddizioni, la crisi economica ha messo ancora più in luce quanto quel paese non sia un paese perfetto, tuttavia abbiamo una grande, grandissima lezione da imparare dagli americani ... sono un popolo che sa crescere e che in questo momento di crisi non ha avuto paura, ma è riuscito a puntare al nuovo, sperando che la democrazia migliorerà le cose.

Obama è un figlio di un immigrato, anche questa è una grande lezione, gli Stati Uniti sono un paese in cui la testa conta, il merito e l'intelligenza possono portarti lontano ...

Qua dall'Italia il risultato di queste elezioni sembrano appartenere non ad un altro stato, ma ad un altro mondo ... il nostro è il paese dove siamo certi che le cose possano solo peggiorare, dove un laureato può solo sperare di non cadere troppo in basso per tirare avanti, dove siamo governati da una gerontocrazia di settantenni in ottima salute ...

dall'America possiamo imparare che la democrazia conta che fa la differenza chi ti governa, che i giovani hanno voce e cervello e cuore e sono gli unici che possono dare una chance di futuro ad un paese (perchè in salute o no un settantenne il suo futuro l'ha già vissuto) e che un figlio di un immigrato può anche diventare l'uomo più potente del mondo ....

postato da: mollichedipane alle ore 10:06 | Link | commenti
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lunedì, 20 ottobre 2008
è da tantissimo tempo che voglio riprendere in mano il blog. Ma sono stati mesi sempre di corsa, e non avevo mai in testa un pensiero definito a tal punto da essere messo nero su bianco qua dentro.
Ho dovuto resistere alla tentazione di fare di questo luogo il posto dove sfogare una rabbia che sta lì repressa, da talmente tanto tempo che ormai non ha neanche più il sapore della rabbia ... ma poi ho pensato che utilizzare questo posto per dire a qualcuno che mi aveva fatto male sarebbe stato come sporcare una cosa bella, che contiene ormai più di un anno di vita mia e di francesco ....
oggi mi rimetto alla tastiera perchè ho letto una cosa che mi ha colpito, che sembrava fatta apposta per questo momento un po' faticoso che sto vivendo ... si tratta di un pensiero trascritto su un quaderno da un pittore ... non un pittore molto noto (lameno non per i profani come me). Lui ha scritto che per tutta la vita è stato un uomo ottimista, ed è stato ottimista anche quando, durante 5 anni spesi al fronte, era veramente difficile credere di poter sopravvivere ... e il suo essere ottimista era pensare che tutto ciò che aveva era un po' più di quel che avrebbe dovuto avere, una sorta di dono (come diceva Hemingway "tutto questo non avrebbero dovuto averlo, eppure l'avevano") ... e questo gli ha permesso di vivere bene la vita, anche meglio di chi attorno a lui aveva oggettivamente di più ...
questo pensiero, scritto in quaderno e poi riportato su un muro mi prende dentro ... io sono una persona ottimista? sarei capace di essere ottimista anche quando è in gioco la sopravvivenza ? non lo so davvero ... anche se mi sembra una sfida affascinante quella dell'ottimismo.



postato da: mollichedipane alle ore 16:52 | Link | commenti (2)
categoria:intimamente
mercoledì, 06 agosto 2008

Sto leggendo il nuovo libro dei giornalisti Stella e Rizzo. Dopo la Casta ecco La Deriva.

Il primo libro non mi era piaciuto particolarmente, certi passaggi mi sembravano forzati, un modo per cavalcare la protesta e la stanchezza diffusa. Ultimamente sono allergica a questo diffuso disamore per tutto, che credo abbia come scopo ultimo quello di soffocare anche quel poco di buono che c'è, sotto montagne di immondizia ...

La Deriva invece, titolo a parte, mi sembra molto più solido e consistente nelle sue argomentazioni. Si fa riferimento ad analisi e studi, fatti, che sono anche verificabili dal lettore. Inoltre riporta una lettura anche storica dei diversi argomenti trattati, che permette di inserire in un quadro spazio-temporale le vicende analizzate.

In sostanza il libro mette in luce le molte cose che non vanno del nostro paese, ma racconta anche di eccellenze tutte nostre e di come l'Italia nel bene e nel male abbia vissuto dopo il secondo dopoguerra un periodo di grande sviluppo, che un po' forse ci può far sperare ... se siamo stati capaci di fare molto in passato magari non tutto è perduto ...

postato da: mollichedipane alle ore 11:19 | Link | commenti (1)
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sabato, 02 agosto 2008

Non ci potevamo perdere la festa d'estate a Romena ... è un bel momento, una domenica rubata alla spiaggia a fine luglio ... ci inerpichiamo con la macchina sul passo dei mandrioli ..  40 minuti di curve e poi si scende verso le colline toscane, la valle dell'arno ... ed eccola là romena, questa vecchia pieve così viva ...

domenica scorsa in chiesa c'era don Ciotti, tema la Giustizia ...  e questa vecchia pieve era piena di gente, venuta da chissà dove (abbiamo incontrato sul sagrato anche alcuni amici di Cesena), seduta ovunque, sui gradini, sul basamento delle colonne, sotto gli alberi del sagrato, sulla nuda pietra ...

questo sovrappopolamento di uno spazio sacro, in pieno luglio, cosa che nelle nostre chiese si vede solo orami a Pasqua o a Natale (e poi non sempre), con persone provenienti non solo dai paesi circostanti, mi ha fatto pensare che le persone hanno una gran voglia di ascoltare parole sagge, di conoscere esperienze, di confrontarsi, di ritrovare la dimensione del sacro, di fermarsi ed ascoltare, anche il silenzio  ... e come è un piacere farsi due ore di macchina per andare a Messa a Romena, mi risulta incredibilmente difficile colmare quella distanza di due minuti a piedi per andare a Messa nella chiesa di fronte a casa ... mi sembra che le parole che sento siano così lontane dalla mia vita, e che anche il prete si annoi a dirle ... non che a Romena ciò che si dice e gli incontri che si fanno siano tutti piacevoli ... spesso torno a casa con il mal di stomaco ... ma quel luogo è vivo, è vero, pieno di umanità, di persone che lo vivono ...

postato da: mollichedipane alle ore 10:13 | Link | commenti
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lunedì, 07 luglio 2008

Diversi anni fa durante un convegno tra capi scout andammo a cena presso un campo rom di Forlì. Il comune aveva fornito uno spazio ad alcune famiglie ROM, messo l'acqua, la luce, costruito grandi conteiner di cemento. I ROM potevano usufruire di tutto questo a patto che non andassero a rubare e che mandassero i figli a scuola.

L'esperienza mi turbò parecchio per diversi motivi. Da un lato mi aveva sconvolto lo spazio che era stato allestito per loro. Le stanze dove abitavano erano semplicemente 4 pareti in cemento grezzo. Scatole di mattoni, dentro a cui vi erano dei giacigli, spesso improvvisati. Mi chiedevo se era giusto, nel momento in cui un comune si prendeva l'impegno di fornire una casa, dare un posto del genere ... attorno alle scatole di cemento era tutto fango ... Poi mi sconvolsero i bambini. Era tantissimi, piccoli, ci correvano attorno, ogni tanto sfilandoci i guanti... tre di loro mi presero per mano e mi condussero all'interno di una delle scatole di cemento. Da uno dei letti sfilarono una scatola di cartone. L'aprirono. Avevano lo sguardo che luccicava, e sembrava che mi volessero mostrare chissà quale tesoro. Poi uno di loro mi disse"Guarda che belli, questi sono i vestiti per la scuola". Mi ha sconvolto e commosso questa cosa. Mi sembrava una frase emersa dal passato, una frase che avrebbero potuto dire i miei nonni contadini... un po' come nell'Albero degli zoccoli....

Un'altra immagine ho di quella cena ... tutti i Rom fumavano, e fumavano, ma non solo gli adulti, anche i bambini. Tra loro un piccolissimo bimbo, di forse tre anni, stringeva tra le labbra questa sigaretta che era più grande di lui, il suo sguardo dolce, ma velato di una tristezza inspiegabile per un bimbo di quell'età ... un sorriso da aduto, con quel gesto che mi sembrava una violenza alla sua condizione di bambino ...

Non sono mai riuscita a prendere una posizione su ciò che ho vissuto quella sera, sui Rom, sul loro modo di vivere ... però ero rimasta sconvolta da quel bambino con la sigaretta in bocca, che per anni è rimasto stampato nel mio cuore ... speravo che in qualche modo se la fosse cavata, speravo che avesso continuato ad andare a scuola, che avesso potuto vivere un po' della sua infanzia, senza quei gesti già da adulto ...

Non sono più tornata al campo. Poco tempo dopo è stato chiuso. Però ho rincontrato quel bambino. In un luogo inaspettato, caldo, ho rivisto il suo sorriso indimenticabile. Sta bene. Non fuma più.

... tutto questo mi è tornato in mente leggendo il bell'articolo che riporto qua sotto:

Dijana Pavlovic-L'Unità 06/07/2008

«Ho rubato un orologio / e l'ho messo sotto le costole / per far sì che il mio petto non sia vuoto / per far sì che dentro non ci passi il vento. / Lo puoi sentire proprio bene come batte sotto la camicia / se pensi che sia il cuore ti sbagli. / Io il cuore ce l'ho in gola da quando sono nata».

È una poesia di un poeta serbo, Miroslav Antic. Avere il cuore in gola è lo stato d'animo di tutti i bambini Rom che vivono in Italia e che non rubano. Ma ci sono altri bambini che stanno male in questo Paese. Due esempi.

Palermo: mi racconta un'amica che lavora in una Fondazione antimafia che per una recita in una scuola di Palermo hanno proposto un tema sulla mafia, ma è stato rifiutato, allora hanno fatto un sondaggio tra i ragazzi su che cosa volevano rappresentare. Risultato: tutti i ragazzi, nessun escluso, volevano mettere in scena una rapina in banca e uccidere i poliziotti.

Napoli: le maestre delle scuole di Ponticelli hanno proposto ai bambini un tema su quello che è accaduto nei campi Rom. Risultato: nei temi e nei disegni si inneggia al rogo dei campi a cui molti di loro addirittura hanno partecipato.

Di chi sono figli questi bambini? Non solo dei loro genitori naturali, ma anche di Maroni e della "cultura" delle sue camice verdi che percorrono questo Paese in ronde minacciose. E sono anche figli di chi, sull'ultimo numero di Panorama, criminalizza un intero popolo con la foto di un bambino rom e il titolo: «Nati per rubare». Ricorda il passato e riviste come «La difesa della razza».

La politica di Maroni, condannata dalla comunità internazionale, dalla chiesa e dall'associazionismo, ha bisogno dell'appoggio della comunicazione. E allora ecco che scoppia il caso dei bambini "nati per rubare", proprio nel momento giusto.

Tante volte negli ultimi anni mi sono sentita impotente quando ho incontrato situazioni di abuso nei confronti dei minori rom e le ho denunciate alla polizia e agli assistenti sociali. Ho combattuto per un anno perché un bambino venisse tolto ai genitori e messo in un ambiente protetto perché subiva violenze in famiglia. Mi è stato sempre risposto che i bambini rom non vengono presi nelle comunità perché tanto scappano sempre, per loro non c'è niente da fare.

E poi ci sono esempi eclatanti che sono sfuggiti a Panorama: per esempio a Rho dei bambini rom hanno telefonato al Telefono Azzurro perché i loro genitori li volevano costringere a elemosinare. Qualcuno si è occupato di questo caso e ha cercato di capire le ragioni di questo gesto? Nessuno, perché pubblicizzare un esempio di consapevolezza frutto di una situazione positiva di un campo regolare, nel quale i bambini vanno a scuola, contrasta con il pregiudizio razzista e con la necessità di sostenere una politica che crea un'emergenza inesistente per nascondere i problemi ben più seri e profondi di un paese in crisi.

Io vengo da un Paese devastato da guerre civili, bombardamenti, dittature e libertà negate - di infamie ne ho viste tante! Ma speculare in questo modo sui bambini è qualcosa di più di un'infamia, è un crimine morale.

Nessun bambino è nato per essere ladro, mafioso o assassino. Bisognerebbe proteggerli tutti, dai loro genitori e da questa politica barbara che non si fa scrupoli di usarli per interessi di bottega e fare in modo che nessuno di loro abbia il cuore in gola: né quelli di Palermo, né quelli di Napoli, né quelli Rom, né nessun altro.

dijana.pavlovic@fastwebnet.it


postato da: mollichedipane alle ore 11:38 | Link | commenti (1)
categoria:politicamente, andando
venerdì, 04 luglio 2008

Per la prima volta quest'anno, dopo che ce lo siamo ripromessi a lungo, siamo andati al premio Ilaria Alpi a Riccione nel giorno della premiazione finale.

Inutile dire che mi ha colpito tantissimo questa iniziativa ... immagini, contenuti, idee, il giornalismo quello vero che si confronta, si mette in discussione ...

tra le tante notizie viste ed ascoltate c'è n'è una, forse un po' meno drammatica ed eclatante, che però mi ha colpito e incuriosito.

ARGENTINA: UN PAESE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI. Freud e l'interpretazione del sogno argentino.

 Questo è il titolo del documentario di Pietro Suber e Guido Torlai, che ha vinto il premo produzione. Il documentario parte da un dato interessante, Buenos aires è la città al mondo con la più alta concentrazione di psicotarapeuti.  



E l’approccio è completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati noi in Europa:  andare dallo “strizzacervelli” nella capitale argentina è la cosa più normale del mondo, come andare dal dentista. La psicanalisi è una pratica socialmente accettata e priva di connotazioni negative su disagio, nevrosi, malattia. Non servono particolari traumi o patologie per decidere di iniziare una terapia. Dopo la crisi del 2001, quella che era già un’usanza diffusa ha subito una sensibile impennata non solo tra la classe media, la più colpita dalla crisi economica del 2001. La psicanalisi non è ad uso e consumo dei più benestanti. Il servizio pubblico nella capitale conta infatti ben 1.800 psicologi, che sono a disposizione gratuitamente delle fasce più povere della popolazione. E così anche i cartoneros si rivolgono per i problemi più disparati alle cure degli strizzacervelli
 
... per alcuni questa alta concentrazione di psicologi potrebbe essere un deterrente a visitare l'Argentina ... ma complice le note di tango che da un po' di tempo a questa parte amo ascoltare (e sognare di ballare), e l'idea che mi è sempre frullata in testa di visitare la pampa (nella mia idea era a cavallo ma ...), la patagonia e la terra del fuoco (e sono tutte in quella terra lì), e naturlamente buenos aires con le sue milonghe  ... insomma ho iniziato a pensare ad un nuovo viaggio e proprio l'Argentina  potrebbe essere la meta ... e poi essendo sposata ad uno psicoterapeuta mi incuriosisce visitare insieme a lui un paese in cui ogni 200 abitanti uno è psicologo ...

... quella argentina forse è una società sospesa tra l'onirico e la realtà ... e forse è per questo che gli argentini sono riusciti a sopravvivere alla paurosa crisi del 2001 ... perchè spesso dare spazio alla nostra parte onirica ci salva ...

postato da: mollichedipane alle ore 20:52 | Link | commenti
categoria:intimamente, andando
mercoledì, 02 luglio 2008
A/R

Ho fatto i conti ... è dal 2004 che non ero costretta a casa per un settimana intera senza nulla assolutamente nulla da fare ... ok il mio status esige per questi giorni riposo, relax, e ancora riposo ... ma se penso a queste giornate mi viene un' ansia paurosa ... km e km di ore , minuti e secondi si dipanano davanti a me ...  non posso uscire, meglio evitare computer e cellulari (che per la cronaca la mia dolce metà mi ha contingentato concedendomi solo 2 h  di tecnologia al giorno "per il tuo bene!!!" ) ... ma sono diventata così tanto work adict da non riuscire a stare un po' di giorni in ozio ?!? non credo sia un buon segno, anche perchè una volta ero la regina dell'ozio, la maga del divano ... tanto che il vecchio divano di casa dei miei sembrava il calco il gomma piuma del mio corpo ...

gironzolo per casa, ma poi mi viene mal di testa ... mamma e suocera si sono offeret di darmi una mano, così la casa è tutta pulita, silenziosa, perfetta ... "chiavi in mano" ... dò un'occhiata ai libri, in questo periodo ne divoro uno dietro all'altro, con la bramosia di perdermi in nuove o vecchie storie, distrarmi da tutto e da tutti ...oggi ho finito madam bovarì ... e adesso ?!? ... a caccia di un nuovo vulume per la libreria di franz (i miei sono ancora tutti impacchettati per questo traslocco, che ho la sensazione durerà molto molto a lungo)... accherezzo i libri con la mano ... l'ho sposato, ma è la prima volta che guardo con attenzione gli scaffali in basso della sua libreria ....

ho voglia di programmare viaggi, di pensare alla mia vita, ma solo alle cose che fanno rima con viaggiare, amare, mangiare (e bere?!?)...

 non ho voglia di tv, voglio stanze vuote dove poter inseguire il lento viaggio di questo sole estivo... da est (camera da letto e cucina) ad ovest studio  e salotto ...

non ho voglia di pensare a tutto ciò che fa rima con lavoro, denaro, partito ....

ho voglia di guardare la signora in giallo alle 12.30 in punto, come facevo quando la scuola finiva e avevo praterie di vacanze di fronte a me ...

oggi non so come mi è tornato in mente Jack frusciante è uscito dal gruppo ... lo so che non è il Capolavoro di tutti i tempi, ma mi ricorda i miei 15 anni ... il giorno che la prof.ssa di italiano ce l'ha fatto recapitare a scuola, e le pagine erano ancora tutte da tagliare nel mezzo ... quando l'ho letto tutto d'un fiato ... e le persone a cui l'ho prestato ... mi tornano in mente i miei vecchi amori , i miei primi amori .... e l'odere dei tigli, le passeggiate mano nella mano al mare, e bologna la prima volta che sono andata sui colli ... e la storia dei biscotti colussi che si sciolgono sempre nel te .... non come le macine che rimangono tutte zeppe e rocciose (e infatti in casa mia non mancano mai ) ...

ecco sono qua e gironzolo per casa, questa casa nuova, che ancora non mi sento proprio mia ... ma io poi riesco ad ambientarmi in un attimo, e un po' a sentirmi ospite sempre ... e poi ho sempre in mente qualche viaggio, qualche meta ... andare ... una valigia in un angola mezza sfatta mi fa da sempre un po' di compagnia ... e anche adesso che sono confinata qua (si dice convalescente ...) ho solo voglia di chiudere gli occhi e mettere il dito su qualche punto del mappamondo ... per un nuovo viaggio ....

 

postato da: mollichedipane alle ore 21:12 | Link | commenti
categoria:
martedì, 01 luglio 2008

da giorni immagino di scrivere due righe nel mio blog forse un po' troppo trascurato ... seguendo il mio umore un po' altalenante avrei voluto parlare di vecchie amicizie e nuovi incontri ... della bellezza di conoscere persone nuove .. l'attesa e il desiderio di confrontarsi e scoprire altri mondi diversi , vite inimmaginate ... stasera è una vigilia, un po' di ansia per un appuntamento che si preferirebbe rimandare o mancare .... ecco in questi giorni c'era anche l'amaro di non avere un amico vicino con cui confortarsi un po' ... forse sono solo io che ho deciso di ritirarmi in un angolo ad aspettare tempi migliori ... 

ma poi io appartengo a quella categoria di persone a cui basta poco per strappare un sorriso ...  una telefonata inaspettata, un messaggio serale da una persona che sta diventando amica ... una riunione del pd meglio del solito (anche questo fa parte della mia vita e anche questo può mettere un po' di buon umore) ... e poi una passeggiata al mare con quel sapore delle strade di cesenatico che solo chi sono anni che ci va può riconoscerlo ... ricordi che sono scaturiti ... e poi la notizia di una nuova vita in viaggio ... e il mio amore ...

postato da: mollichedipane alle ore 00:04 | Link | commenti
categoria:intimamente
martedì, 13 maggio 2008

... sabato mi sono ritrovata in mezzo a quasi 200 ragazzi delle scuole medie di Cesena ... tema LA CITTADINANZA EUROPEA ... abbiamo parlato di diritti, di pluralità culturale, di pace ... e poi un bel gioco sull'Europa e su tante curiosità legate all'UE e agli stati europei ... e l'emozione nel vedere ragazzini di 12 - 13 anni coinvolgersi ascoltando questi temi e giocando è stata grandissima ... è stata pura energia vedere che si divertivano, e che erano incuriositi e coinvolti.

Quando li vedi così ti viene voglia di mettercela proprio tutta per offrirgli tante altre possibilità di mettersi in gioco, di capire e confrontarsi ...e magari anche di fargli sognare o progettare avventure, viaggi e possibilità che non avevano immaginato prima ... sentirsi parte di un mondo tutto da esplorare, da conoscere ...e aiutarli a non avere paura di ciò che è diverso ... stando UNITI NELLA DIVERSITA' .... 

P5090095

postato da: mollichedipane alle ore 16:43 | Link | commenti
categoria:europa, andando
lunedì, 05 maggio 2008

 In uno dei nostri soliti girovagare domenicali, ieri ci siamo ritrovati alla pieve di Monte Sorbo ... dopo aver fatto una capatina alla sagra che tutti gli anni si tiene la prima domenica di maggio a mercato saraceno abbiamo deciso di esplorare un po' i dintorni e ci siamo ritrovati in una zona densa di pace e di bellezza ...

La Pieve di Monte Sorbo risale al VI sec. ... si trova nelle colline subito sopra a mercato ... pur essendo colline popolate, ancora il colore che prevale è il verde smeraldo e c'è un silenzio ed una pace che ti fanno venir voglia di rimanere lì, occhi, orecchie e narici spalancate, a raccogliere il più possibile di quella natura che abbiamo intorno ...

Ho provato ad immaginare come sarebbe stato vivere così, in quell'aria, in mezzo a quella natura con ritmi diversi ... e mi sono vergognata profondamente della mia vita, ovvero del mio stile di vita ... io non sono mai stata quella che una volta veniva definita una ecologista ... uso troppo spesso la macchina, per pigrizia, ci provo a fare la raccolta differenziata, ma anche lì di tanto in tanto crollo ... bevo preferibilmente acqua minerale e non locale ... uso spesso l'ascensore ... e potrei fare un elenco infinito del milione di cose che faccio e che non dovrei fare, visto che so benissimo che danneggiano me, l'ambiente e quindi anche i miei coinquilini del mondo ...spero pian piano di costringermi ad essere una persona migliore ...

eppure il mal di stomaco che mi porto dietro da ieri rimane ... la verità è che mi vergogno profondamente di quello che è successo nella discussione per il porta a porta a cesena, e mi vergogno per non aver fatto nulla nel mio piccolo per fare in modo che le cose andassero in maniera diversa ...

01-05-2008_pietrapazza_10

postato da: mollichedipane alle ore 18:05 | Link | commenti (3)
categoria:politicamente