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mercoledì, 19 marzo 2008

Forse è banale il titolo che ho dato a questo post ...leggendo il fumetto persepolis, nel racconto che Marjane Satrapi fa della sua infanzia a Tehran, ho avuto l'impressione di ritorvarmi di fronte alla Mafalda iraniana (solo più bassa e rock)....

Persepolis: il passaggio dall'infanzia all'et?dulta di un'iraniana

Con piacere sono andata a vedere il film animato, che nulla toglie al fumetto, ma anzi lo arricchisce senza tradire  lo spessore drammatico che ha la tragica vicenda del popolo iraniano. Anzi il narrare con dei fumetti, con i cartoni una storia così difficle, ed nuna vicenda personale dolorosa riesce a trasmettere una dimensione di speranza, di vita che al di là di tutto continua.

Persepolis parla di questo, della vita che continua e del perdono che è la chiave per farla continuare ... così come la nonna di Marjane le dice poco prima della sua partenza per l'Europa

"Nella vita conoscerai molti stronzi. se ti feriscono pensa che è la stupidità che li spinge a farti del male. Ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta perchè non c'è di peggio al mondo del rancore e della vendetta"

P.S.

il trailer

http://www.mymovies.it/poster/1/?id=47296

postato da: mollichedipane alle ore 19:01 | Link | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

Leggo oggi su corriere.it

"«Gomorra influisce sui giudici». E i casalesi chiedono lo spostamento del processo - In una lettera i boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine intimidiscono i pm antimafia, una giornalista del Mattino e Saviano"

... Quando ho letto Gomorra qualche tempo fa ho provato, come tanti, orrore e sgomento, la sensazione di trovarsi a leggere di un paese che non si conosce mai veramente fino in fondo, e la vergogna di vivere proprio "in un altro mondo", nel mondo di the truman show , felicemente inconsapevoli del male a cui in un modo o nell'altro si partecipa (vd. capitolo camorra e moda o camorra ed edilizia nel nord ...) ... poi una domanda alla quale sinceramente ancora non sono riuscita a trovare risposta "Perchè saviano ha scritto quel libro? Perchè un giovane di 27 anni decide di fatto di rinunciare alla vita per denunciare qualcosa che è molto, molto più grande di lui?" ... oggi mi sono trovata sotto mano questo articolo scritto da Biagi, parla del suo incontro con Saviano e cerca anche lui una risposta a questa domanda (come solo lui sapeva fare)...

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Ho incontrato Roberto Saviano

di Enzo Biagi

Penso spesso all’incontro con Roberto Saviano. Confesso che non sapevo niente di lui e non avevo letto il suo libro, ‘Gomorra’. Mi incuriosiva però quanto mi diceva Loris Mazzetti che lo aveva conosciuto a Roma: “C’è in circolazione un libro scritto da un ragazzo di 28 anni che ha venduto più di 700 mila copie, soprattutto tra i giovani, che sta facendo più danni alla camorra che anni di guerra dello Stato. Per questo, oggi l’autore vive sotto scorta”.

Mi è parsa una storia da raccontare, anzi ho pensato che doveva essere la prima intervista del mio ritorno dopo cinque anni in televisione. Così ho letto ‘Gomorra’.

Dovevo pur documentarmi. La prima impressione è stata che mi trovavo di fronte a uno scrittore, vero, e, per quel che conta il mio giudizio, con un grande avvenire davanti. Qualcuno ha detto che è facile raggiungere il successo, difficile mantenerlo. In questo caso, non credo. Piuttosto, il problema di Roberto sarà che in questo Paese il successo non te lo perdonano ed esistono sempre i critici paludati i cui libri, magari, non raggiungono le cinquemila copie di tiratura. La mia età mi ha permesso di trasmettere a Saviano questa modesta opinione e la raccomandazione, a un ragazzo di cui potrei essere nonno, di aspettarsi l’invidia e di non prendersela troppo. Al di là delle sue indubbie capacità di scrittura, colpisce il carattere di un ventenne che comincia ad interessarsi alle vicende di camorra, a seguire i processi, a studiare le carte, a frequentare gli ambienti malavitosi della sua 
 terra con lo scopo di capire e poi raccontare. Ed è stato proprio questo a creargli dei problemi. Roberto Saviano non solo ha ‘denudato il mostro’, ma l’ha saputo spiegare come finora nessuno. Mi è venuto subito in mente uno scrittore che ho molto amato, di cui sono stato amico, Leonardo Sciascia: quanto lui ha saputo narrare la sua Sicilia e le storie di mafia così Saviano è lo scrittore per eccellenza di Napoli e della camorra.

Ho voluto, prima di entrare in studio, passare qualche ora con Roberto, non solo per dargli un po’ dell’esperienza di un vecchio signore, ma per conoscerlo e cercare di capire che cosa spinge un giovane a rinunciare alla propria libertà, a vivere come tutti i coetanei, incontrare la sua ragazza, andare al cinema, prendere un aereo, cenare con gli amici. La prima risposta l’ho avuta dai suoi occhi, intelligenti e curiosi che mi hanno frugato forse per spiegarsi il perché di quell’invito. Chi mi conosce sa che sono abituato a trascorrere con i miei ospiti il tempo necessario per la trasmissione, ma stavolta avrei voluto che la colazione con Roberto, poi il caffè, durassero di più. Anzi, spero che mantenga la promessa di tornare a trovarmi, magari quest’estate in campagna, così avremmo la possibilità di continuare quel discorso cominciato a casa di mia figlia Bice. Dai giovani, anche alla mia età, c’è sempre da imparare. Da Roberto Saviano un po’ di più.

E’ arrivato poi il momento dell’intervista e dalla sua prima risposta ho capito che avevo ragione ad aver voluto inaugurare ‘RT’ con lui. Poco prima ci eravamo messi d’accordo sul finale: gli avrei chiesto se voleva aggiungere qualcosa e lui, che aveva il suo libro infilato tra il bracciolo e lo schienale della poltrona, ne avrebbe letto qualche riga. Invece, a quella mia domanda Saviano ha risposto: “Sono felice di aver potuto dialogare con lei. Se questo è possibile, forse in questo Paese qualcosa è ancora possibile fare.”

E’ stato il più bel ‘bentornato’ che ho ricevuto. Grazie, Roberto.

Scritto da Enzo Biagi
per il festival della letteratura di Massenzio
in occasione della partecipazione di
Roberto Saviano il 21 Giugno 2007

postato da: mollichedipane alle ore 12:08 | Link | commenti
categoria:politicamente, intimamente
domenica, 09 marzo 2008

potrebbe essere il giusto titolo o la giusta conclusione per la "tempesta perfetta emozionale" che da alcune settimane percepisco attorno a me ... e invece è il titolo del film tratto dal romanzo di Mc Ewan ... ATONEMENT ...ESPIAZIONE ...

l'abbiamo visto quasi casualmente una sera di qualche settimana fa ... eppure sin dal primo fotogramma, o meglio dalla prima nota della colonna sonora (non a caso premio oscar) si capisce che è un film che ha un suo carattere ed una sua originalità ... la vicenda si gioca nell'intreccio tra ciò che la mente immagina, percepisce e poi traduce in scrittura, e quella che invece è la realtà, la verità ... il tutto accompagnato da una colonna sonora che confonde il ticchettio di una macchina da scrivere tra le note dello spartito ...  

è un film che rimane dentro, che emoziona ... a cui ancora oggi mi capita di tanto in tanto di ripensare ... piccoli frammenti ed immagini, come il vestito di seta verde di Keira Knightley che ondeggia sollevato dalla brezza di una notte inglese, turner point della vita dei protagonisti ...

ecco la vera emozione passa da particolari apparentemente banali, o semplici, quotidiani... eppure anche nella nostra vita sono certi dettagli che ci aiutano a rivivere le emozioni e le situazioni ... per me è importante una vecchia sciarpa di lana bianca, di quelle lunghe, avvolgenti ... l'avevo addosso quando per la prima volta ho varcato la soglia di una certa casa (che ora è la casa in cui vivo), ed ogni volta che mi ci tuffo dentro risento la brezza, quasi-primaverile, che mi ha sospinto dentro quella porta ... e la gioia ed ansia di quel momento unico ...

postato da: mollichedipane alle ore 22:16 | Link | commenti
categoria:intimamente