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Utente: mollichedipane
.... Semplicemente .... vivere .... andando ... semplicemente vivere o vivere semplicemente ... un pezzo di pane, la voglia di camminare o meglio di "andare" con occhi curiosi ... lasciando o seguendo una traccia fatta di molliche di pane ...
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lunedì, 20 ottobre 2008
è da tantissimo tempo che voglio riprendere in mano il blog. Ma sono stati mesi sempre di corsa, e non avevo mai in testa un pensiero definito a tal punto da essere messo nero su bianco qua dentro.
Ho dovuto resistere alla tentazione di fare di questo luogo il posto dove sfogare una rabbia che sta lì repressa, da talmente tanto tempo che ormai non ha neanche più il sapore della rabbia ... ma poi ho pensato che utilizzare questo posto per dire a qualcuno che mi aveva fatto male sarebbe stato come sporcare una cosa bella, che contiene ormai più di un anno di vita mia e di francesco ....
oggi mi rimetto alla tastiera perchè ho letto una cosa che mi ha colpito, che sembrava fatta apposta per questo momento un po' faticoso che sto vivendo ... si tratta di un pensiero trascritto su un quaderno da un pittore ... non un pittore molto noto (lameno non per i profani come me). Lui ha scritto che per tutta la vita è stato un uomo ottimista, ed è stato ottimista anche quando, durante 5 anni spesi al fronte, era veramente difficile credere di poter sopravvivere ... e il suo essere ottimista era pensare che tutto ciò che aveva era un po' più di quel che avrebbe dovuto avere, una sorta di dono (come diceva Hemingway "tutto questo non avrebbero dovuto averlo, eppure l'avevano") ... e questo gli ha permesso di vivere bene la vita, anche meglio di chi attorno a lui aveva oggettivamente di più ...
questo pensiero, scritto in quaderno e poi riportato su un muro mi prende dentro ... io sono una persona ottimista? sarei capace di essere ottimista anche quando è in gioco la sopravvivenza ? non lo so davvero ... anche se mi sembra una sfida affascinante quella dell'ottimismo.



postato da: mollichedipane alle ore 16:52 | Link | commenti (2)
categoria:intimamente
venerdì, 04 luglio 2008

Per la prima volta quest'anno, dopo che ce lo siamo ripromessi a lungo, siamo andati al premio Ilaria Alpi a Riccione nel giorno della premiazione finale.

Inutile dire che mi ha colpito tantissimo questa iniziativa ... immagini, contenuti, idee, il giornalismo quello vero che si confronta, si mette in discussione ...

tra le tante notizie viste ed ascoltate c'è n'è una, forse un po' meno drammatica ed eclatante, che però mi ha colpito e incuriosito.

ARGENTINA: UN PAESE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI. Freud e l'interpretazione del sogno argentino.

 Questo è il titolo del documentario di Pietro Suber e Guido Torlai, che ha vinto il premo produzione. Il documentario parte da un dato interessante, Buenos aires è la città al mondo con la più alta concentrazione di psicotarapeuti.  



E l’approccio è completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati noi in Europa:  andare dallo “strizzacervelli” nella capitale argentina è la cosa più normale del mondo, come andare dal dentista. La psicanalisi è una pratica socialmente accettata e priva di connotazioni negative su disagio, nevrosi, malattia. Non servono particolari traumi o patologie per decidere di iniziare una terapia. Dopo la crisi del 2001, quella che era già un’usanza diffusa ha subito una sensibile impennata non solo tra la classe media, la più colpita dalla crisi economica del 2001. La psicanalisi non è ad uso e consumo dei più benestanti. Il servizio pubblico nella capitale conta infatti ben 1.800 psicologi, che sono a disposizione gratuitamente delle fasce più povere della popolazione. E così anche i cartoneros si rivolgono per i problemi più disparati alle cure degli strizzacervelli
 
... per alcuni questa alta concentrazione di psicologi potrebbe essere un deterrente a visitare l'Argentina ... ma complice le note di tango che da un po' di tempo a questa parte amo ascoltare (e sognare di ballare), e l'idea che mi è sempre frullata in testa di visitare la pampa (nella mia idea era a cavallo ma ...), la patagonia e la terra del fuoco (e sono tutte in quella terra lì), e naturlamente buenos aires con le sue milonghe  ... insomma ho iniziato a pensare ad un nuovo viaggio e proprio l'Argentina  potrebbe essere la meta ... e poi essendo sposata ad uno psicoterapeuta mi incuriosisce visitare insieme a lui un paese in cui ogni 200 abitanti uno è psicologo ...

... quella argentina forse è una società sospesa tra l'onirico e la realtà ... e forse è per questo che gli argentini sono riusciti a sopravvivere alla paurosa crisi del 2001 ... perchè spesso dare spazio alla nostra parte onirica ci salva ...

postato da: mollichedipane alle ore 20:52 | Link | commenti
categoria:intimamente, andando
martedì, 01 luglio 2008

da giorni immagino di scrivere due righe nel mio blog forse un po' troppo trascurato ... seguendo il mio umore un po' altalenante avrei voluto parlare di vecchie amicizie e nuovi incontri ... della bellezza di conoscere persone nuove .. l'attesa e il desiderio di confrontarsi e scoprire altri mondi diversi , vite inimmaginate ... stasera è una vigilia, un po' di ansia per un appuntamento che si preferirebbe rimandare o mancare .... ecco in questi giorni c'era anche l'amaro di non avere un amico vicino con cui confortarsi un po' ... forse sono solo io che ho deciso di ritirarmi in un angolo ad aspettare tempi migliori ... 

ma poi io appartengo a quella categoria di persone a cui basta poco per strappare un sorriso ...  una telefonata inaspettata, un messaggio serale da una persona che sta diventando amica ... una riunione del pd meglio del solito (anche questo fa parte della mia vita e anche questo può mettere un po' di buon umore) ... e poi una passeggiata al mare con quel sapore delle strade di cesenatico che solo chi sono anni che ci va può riconoscerlo ... ricordi che sono scaturiti ... e poi la notizia di una nuova vita in viaggio ... e il mio amore ...

postato da: mollichedipane alle ore 00:04 | Link | commenti
categoria:intimamente
martedì, 22 aprile 2008

Sono diversi giorni, da lunedì scorso per la precisione, che evito accuratamente qualsiasi forma di informazione televisiva (TG, trasmissioni tipo Ballarò, anno zero, matrix e compagnia ... ) con l'unica eccezione di Report che è sempre splendidamente e tragicamente sopra le righe .... tuttosommato in questo mutismo di informazioni in cui mi sono chiusa si sta molto, molto bene ... non so quando sarò pronta ad accettare che il faccione truccato di berlusconi coincide ancora una volta con quello del nostro presidente del consiglio ....

dopo settimane di intensa e frenetica attività politica è difficile metabolizzare le scelte della maggioranza degli italiani ... per convincermi che tutto questo fa parte della solita dinamica e che anche questa volta al di là di tutto sopravviveremo sto rileggendo il Gattopardo ... "bisigna cambiare tutto per non cambiare nulla" ... quello che mi spaventa di più è che inizio a capire le motivazioni che spingono in tanti, troppi, a dare il proprio voto al berlusca o alla lega ... siamo un popolo  depresso, abituato a tollerare la prepotenza anche del più insignificante potente di turno, siamo un popolo di egoisti, una banda di furbetti ...

Il Gattopardo, il principe di Salina, ad un certo punto parlando della sicilia e dei siciliani dice che i siciliani sono un popolo vecchissimo, che odia una cosa più delle altre, odia chi vuol "fare", proprio perchè è un popolo vecchio e quindi stanco, che vuol solo lasciarsi morire ... leggevo queste pagine ieri sera, ed ho pensato alla nostra bella, bellissima, ma vecchia, vecchissima italia ... un paese bello perchè nel passato altri prima di noi l'hanno reso bello ... un paese vecchio, in primo luogo anagraficamente, ma vecchio in tutto, vecchio nelle idee, vecchio nella sua amministrazione, nei valori, talmente vecchio che cerca di soffocare vitalità e speranze di chi è giovane come fossero una sorta di morbo ...

in questi momenti, quando sono stanca delle mille parole, quando sono stanca di stare in mezzo a cose e a persone che sanno di polvere, dimentico il perchè spendo tanto tempo ed energie in politica ... e penso che dovrei farmi gli affari miei come fanno in tanti, chiudermi nel mio ufficetto in mezzo alle mie cosucce che sanno di europa  ... e mi dico che forse ci meritiamo un presidente del consiglio con la faccia di plastica ... come il ritratto di dorian gray forse il berlusca altro non è che il ritratto dell'anima di questo stanco e vecchio paese ....

postato da: mollichedipane alle ore 17:33 | Link | commenti
categoria:politicamente, intimamente
venerdì, 14 marzo 2008

Leggo oggi su corriere.it

"«Gomorra influisce sui giudici». E i casalesi chiedono lo spostamento del processo - In una lettera i boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine intimidiscono i pm antimafia, una giornalista del Mattino e Saviano"

... Quando ho letto Gomorra qualche tempo fa ho provato, come tanti, orrore e sgomento, la sensazione di trovarsi a leggere di un paese che non si conosce mai veramente fino in fondo, e la vergogna di vivere proprio "in un altro mondo", nel mondo di the truman show , felicemente inconsapevoli del male a cui in un modo o nell'altro si partecipa (vd. capitolo camorra e moda o camorra ed edilizia nel nord ...) ... poi una domanda alla quale sinceramente ancora non sono riuscita a trovare risposta "Perchè saviano ha scritto quel libro? Perchè un giovane di 27 anni decide di fatto di rinunciare alla vita per denunciare qualcosa che è molto, molto più grande di lui?" ... oggi mi sono trovata sotto mano questo articolo scritto da Biagi, parla del suo incontro con Saviano e cerca anche lui una risposta a questa domanda (come solo lui sapeva fare)...

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Ho incontrato Roberto Saviano

di Enzo Biagi

Penso spesso all’incontro con Roberto Saviano. Confesso che non sapevo niente di lui e non avevo letto il suo libro, ‘Gomorra’. Mi incuriosiva però quanto mi diceva Loris Mazzetti che lo aveva conosciuto a Roma: “C’è in circolazione un libro scritto da un ragazzo di 28 anni che ha venduto più di 700 mila copie, soprattutto tra i giovani, che sta facendo più danni alla camorra che anni di guerra dello Stato. Per questo, oggi l’autore vive sotto scorta”.

Mi è parsa una storia da raccontare, anzi ho pensato che doveva essere la prima intervista del mio ritorno dopo cinque anni in televisione. Così ho letto ‘Gomorra’.

Dovevo pur documentarmi. La prima impressione è stata che mi trovavo di fronte a uno scrittore, vero, e, per quel che conta il mio giudizio, con un grande avvenire davanti. Qualcuno ha detto che è facile raggiungere il successo, difficile mantenerlo. In questo caso, non credo. Piuttosto, il problema di Roberto sarà che in questo Paese il successo non te lo perdonano ed esistono sempre i critici paludati i cui libri, magari, non raggiungono le cinquemila copie di tiratura. La mia età mi ha permesso di trasmettere a Saviano questa modesta opinione e la raccomandazione, a un ragazzo di cui potrei essere nonno, di aspettarsi l’invidia e di non prendersela troppo. Al di là delle sue indubbie capacità di scrittura, colpisce il carattere di un ventenne che comincia ad interessarsi alle vicende di camorra, a seguire i processi, a studiare le carte, a frequentare gli ambienti malavitosi della sua 
 terra con lo scopo di capire e poi raccontare. Ed è stato proprio questo a creargli dei problemi. Roberto Saviano non solo ha ‘denudato il mostro’, ma l’ha saputo spiegare come finora nessuno. Mi è venuto subito in mente uno scrittore che ho molto amato, di cui sono stato amico, Leonardo Sciascia: quanto lui ha saputo narrare la sua Sicilia e le storie di mafia così Saviano è lo scrittore per eccellenza di Napoli e della camorra.

Ho voluto, prima di entrare in studio, passare qualche ora con Roberto, non solo per dargli un po’ dell’esperienza di un vecchio signore, ma per conoscerlo e cercare di capire che cosa spinge un giovane a rinunciare alla propria libertà, a vivere come tutti i coetanei, incontrare la sua ragazza, andare al cinema, prendere un aereo, cenare con gli amici. La prima risposta l’ho avuta dai suoi occhi, intelligenti e curiosi che mi hanno frugato forse per spiegarsi il perché di quell’invito. Chi mi conosce sa che sono abituato a trascorrere con i miei ospiti il tempo necessario per la trasmissione, ma stavolta avrei voluto che la colazione con Roberto, poi il caffè, durassero di più. Anzi, spero che mantenga la promessa di tornare a trovarmi, magari quest’estate in campagna, così avremmo la possibilità di continuare quel discorso cominciato a casa di mia figlia Bice. Dai giovani, anche alla mia età, c’è sempre da imparare. Da Roberto Saviano un po’ di più.

E’ arrivato poi il momento dell’intervista e dalla sua prima risposta ho capito che avevo ragione ad aver voluto inaugurare ‘RT’ con lui. Poco prima ci eravamo messi d’accordo sul finale: gli avrei chiesto se voleva aggiungere qualcosa e lui, che aveva il suo libro infilato tra il bracciolo e lo schienale della poltrona, ne avrebbe letto qualche riga. Invece, a quella mia domanda Saviano ha risposto: “Sono felice di aver potuto dialogare con lei. Se questo è possibile, forse in questo Paese qualcosa è ancora possibile fare.”

E’ stato il più bel ‘bentornato’ che ho ricevuto. Grazie, Roberto.

Scritto da Enzo Biagi
per il festival della letteratura di Massenzio
in occasione della partecipazione di
Roberto Saviano il 21 Giugno 2007

postato da: mollichedipane alle ore 12:08 | Link | commenti
categoria:politicamente, intimamente
domenica, 09 marzo 2008

potrebbe essere il giusto titolo o la giusta conclusione per la "tempesta perfetta emozionale" che da alcune settimane percepisco attorno a me ... e invece è il titolo del film tratto dal romanzo di Mc Ewan ... ATONEMENT ...ESPIAZIONE ...

l'abbiamo visto quasi casualmente una sera di qualche settimana fa ... eppure sin dal primo fotogramma, o meglio dalla prima nota della colonna sonora (non a caso premio oscar) si capisce che è un film che ha un suo carattere ed una sua originalità ... la vicenda si gioca nell'intreccio tra ciò che la mente immagina, percepisce e poi traduce in scrittura, e quella che invece è la realtà, la verità ... il tutto accompagnato da una colonna sonora che confonde il ticchettio di una macchina da scrivere tra le note dello spartito ...  

è un film che rimane dentro, che emoziona ... a cui ancora oggi mi capita di tanto in tanto di ripensare ... piccoli frammenti ed immagini, come il vestito di seta verde di Keira Knightley che ondeggia sollevato dalla brezza di una notte inglese, turner point della vita dei protagonisti ...

ecco la vera emozione passa da particolari apparentemente banali, o semplici, quotidiani... eppure anche nella nostra vita sono certi dettagli che ci aiutano a rivivere le emozioni e le situazioni ... per me è importante una vecchia sciarpa di lana bianca, di quelle lunghe, avvolgenti ... l'avevo addosso quando per la prima volta ho varcato la soglia di una certa casa (che ora è la casa in cui vivo), ed ogni volta che mi ci tuffo dentro risento la brezza, quasi-primaverile, che mi ha sospinto dentro quella porta ... e la gioia ed ansia di quel momento unico ...

postato da: mollichedipane alle ore 22:16 | Link | commenti
categoria:intimamente
martedì, 12 febbraio 2008

negli ultimi tempi sto riscomprendo il piacere di avere un po' di tempo da dedicare alla lettura ... ho comprato una bella poltrona rossa, di quelle che sembra ci siano sempre state lì in quell'angolo del salotto e vicino ho messo un tavolino dove amo ammucchiare nuovi libri, nuovi mondi da esplorare ...

quell'angolo è tutto mio, è la prima cosa che ho preso per questa nuova casa che mi accoglie ... è anche la prima cosa su cui il mio sguardo si posa quando torno a casa ... forse il luogo che più mi fa sentire a casa...

lì nella mia poltrona sto riscoprendo il piacere di perdermi nei libri, di lasciarmi condurre là dove l'autore vuole, ma anche di analizzare e perchè no criticare e confrontare ...

... questo ritorno alla lettura si intreccia con la visione di alcuni film tratti da romanzi che sono usciti negli ultimi tempi ... non so ma mai come ora mi è sembrato che il cinema abbia un evidente limite, che solo il connubio parole ed immaginazione possono superare ... come se la storia cinematografica rimanesse in qualche modo incompleta, necessitasse di quel supporto in più che solo la mente dello scrittore e quella del lettore possono dare.

P.S.

"caos calmo" non andatelo a vedere, ma compratevi il libro!

postato da: mollichedipane alle ore 18:02 | Link | commenti (2)
categoria:intimamente
giovedì, 10 gennaio 2008

finalmente ci siamo sposati!

non ricordo molto, una serie di emozioni, agitazione, facce di tanti amici, l'happy days del coro gospel , l'atmosfera di natale in famiglia ...

foto matrimonio lia 2

vorrei ringraziare le tante persone che ci sono state vicine, che ci hanno fatto sentire il loro infinito affetto ... incredibile non pensavo fossero così tante, e soprattutto mi ha stupito il calore con il quale ci hanno accompagnato e sostenuto in questa nuova fase della nostra vita ...

pensavo che fossero rimasti in pochi a credere al matrimonio, allo stare insieme, al "per sempre" pronunciato con una sorte di incognita e pudore che ti sfiora le labbra... e invece ci siamo ritrovati in una sorta di un abbraccio collettivo, qualcosa che ci ha trasmesso entusiamo ed energia e voglia di mettercela tutta ...

è stato bello, bellissimo, anche se mi ricordo proprio poco ... un po' come in un sogno rimane la sensazione di aver vissuto un momento unico quasi irreale ... ma poi di notte mi capita di allungare il piede e di sentire un corpo caldo accanto a me, e mi accorgo che non sono più sola, che la vita ha preso tutto un altro significato ... e mi sento veramente di aver ricevuto un dono stupendo ...

postato da: mollichedipane alle ore 17:49 | Link | commenti (2)
categoria:intimamente
martedì, 06 novembre 2007

"per scivere bene e farsi capire bisogna usare concetti chiari e frasi brevi, biagi e montanelli scrivono utilizzando non più di 5 mila parole, e sono i nostri migliori giornalisti perchè i loro articoli li capisce mia mamma di 80 anni che ha solo la terza elementare e il laureato di trenta" . Questo è quello che mi ha ripetuto centinaia di volte il direttore del giornale in cui scrivo, ed è una cosa che mi ripeto ogni volta che mi metto a scrivere un aritcolo .... scrivere bene e chiaro per farsi capire ... non solo esercizio di stile, ma è anche un modo di affrontare la vita, le difficoltà del quotidiano, aprendosi agli altri e al mondo  ... 

Grazie Enzo Biagi perchè hai testimoniato fino all'ultimo che si può essere una persona pulita, che testimonia con chiarezza i propri valori e le proprie idee, anche quando questo è scomodo, anche quando ci saranno delle conseguenze

Grazie per aver creduto nell'Italia, per avermi fatto ripensare anche oggi a cosa signifca essere italiana

Grazie per il "Fatto" che ha arricchito tante mie giornate, e mi ha fatto riflettere e comprendere

Grazie per "Il sole malato", per aver parlato di cose scomode, e descritto dolori ancora sconosciuti, per avermi fatto capire meglio

Grazie per aver intitolato uno dei tuoi ultimi articoli sul Corriere  LA MIA ITALIA CHE NON SI ARRENDE ...

Grazie.

La mia Italia che non si arrende

di ENZO BIAGI

Torno in tv dopo un intervallo durato cinque anni: insormontabili ragioni che chiamerò tecniche mi hanno impedito di continuare il mio programma. Sono contento, perché alla mia rispettabile età c' è ancora chi mi dà una testimonianza di fiducia e mi offre lavoro. Ma non voglio portar via il posto a nessuno: non debbo far carriera, e non ho lezioni da dare. Voglio solo concludere un discorso interrotto con i telespettatori, ripartire da dove c' eravamo lasciati e guardare avanti.

Quante cose succedono intorno a noi. Cercheremo di raccontare che cosa manca agli italiani e di che cosa ha bisogno la gente. Fra poco sarà il 25 aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita. C' è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi. Il revisionismo a volte mi offende: in quei giorni ci sono state anche pagine poco onorevoli; e molti di noi, delle Brigate partigiane, erano raccogliticci. Ma nella Resistenza c' è il riconoscimento di una grande dignità. Cosa sarebbe stata l' Italia agli occhi del mondo? Sono un vecchio cronista, testimone di tanti fatti. Alcuni anche terribili. E il mio pensiero va ai colleghi inviati speciali che non sono ritornati dal servizio, e a quelli che speciali non erano, ma rischiavano la vita per raccontare agli altri le pagine tristi della storia.

I protagonisti per me sono ancora i fatti, quelli che hanno segnato una generazione: partiremo da uno di questi, e faremo un passo indietro per farne un altro, piccolo, avanti. Senza intenzione di commemorarci.

postato da: mollichedipane alle ore 21:57 | Link | commenti
categoria:politicamente, intimamente
sabato, 03 novembre 2007

c'è una data stabilita ... UNA SORPRESA BELLISSIMA ... fatta a me, fatta a lui, fatta al nostro mondo ...

un nuovo viaggio ... chissà come saremo io e lui in questa nuova dimensione ... tra paure e ipotesi mi godo questo momento di attesa e mi preparo, anche se poi per la vita non siamo mai pronti ...

UN CANCELLO ANCORA SCONOSCIUTO

 

Sofia è ferma lì, davanti a quel cancello ancora sconosciuto.

Solo poche ore fa condivideva il suo nuovo stato mentale con un amico fraterno. Sono due mesi ormai che si sente calma, sicura, a tratti serena. Questo pensiero le procura sempre un piccolo brivido sottocutaneo. Una lieve vertigine di gioia e allo stesso tempo di paura.

Sofia da tempo pensa che i momenti di serenità sono solo tregue che la sorte le offre per riacquistare energie, prima di un’altra battaglia. E và bene così, ha accettato tale equilibrio tra lei e l’universo. “Infondo - pensa - questa è vita”.

Si rannicchia di frequente tra i suoi pensieri. Lì riesce a sentirsi al sicuro, come quando si avvolge nella sua lunga sciarpa di lana bianca o come quando tiene la sua tazza preferita in mano, e il calore del tè le si spande lentamente lungo tutto il corpo.

Il suo gioco preferito è guardare indietro, ripercorrere le strade della sua vita e trovare una logica, il sottile filo rosso che unisce le persone incontrate, le esperienze fatte.  E’ un po’ come guardare il palmo della propria mano e tentare di leggervi la storia dei propri  25 anni. Trovare un perché al dolore e alla gioia la rassicura.

Ma alle volte quel sottile filo rosso si spezza o forse solo si aggroviglia, e le riesce difficile capire, vedere.

Questo è uno di quei momenti.

 

Sofia in una strada deserta, un giovedì sera, davanti a un cancello sconosciuto.

E’ un istante cruciale della sua vita? O forse non lo è affatto.

Sofia crede che in questo eterno dubbio si giochi la bellezza dell’esistenza umana.

Per lei l’insostenibile leggerezza dell’essere si esplica nel districarsi di infiniti momenti cruciali e ordinari.

 

L’aria pungente di un inverno, che proprio non vuole finire, le sta dando alla testa.

Il sapore di questa attesa è il miglior piacere del mondo. Lo sente sulla punta della lingua, aspro e zuccherino allo stesso tempo. Lo sente nelle membra del corpo, nel tepore che le invade, nel brivido che le fa rapprendere.

Si guarda attorno, vuole ricordarsi questo momento o forse vuole solo allontanare il futuro per godersi ancora un istante l’incertezza del non sapere.

Sofia alza gli occhi a una finestra illuminata. Là qualcuno l’attende, spera.

Ancora un’esitazione. Poi una piccola folata di vento la accarezza e si porta via i suoi pensieri.

Per Sofia è già ora di aprire quel cancello sconosciuto.

Forse un giorno, sorseggiando il suo tè, saprà dire se c’era una sottile logica in quello che stava vivendo, se quello era un momento cruciale della sua vita, o se era solo un infinito istante di ordinaria esistenza.  

 

.... quel cancello ora è un po' meno sconosciuto, sta per diventare la nostra casa ....

postato da: mollichedipane alle ore 12:48 | Link | commenti
categoria:intimamente