c'è una data stabilita ... UNA SORPRESA BELLISSIMA ... fatta a me, fatta a lui, fatta al nostro mondo ...
un nuovo viaggio ... chissà come saremo io e lui in questa nuova dimensione ... tra paure e ipotesi mi godo questo momento di attesa e mi preparo, anche se poi per la vita non siamo mai pronti ...
UN CANCELLO ANCORA SCONOSCIUTO
Sofia è ferma lì, davanti a quel cancello ancora sconosciuto.
Solo poche ore fa condivideva il suo nuovo stato mentale con un amico fraterno. Sono due mesi ormai che si sente calma, sicura, a tratti serena. Questo pensiero le procura sempre un piccolo brivido sottocutaneo. Una lieve vertigine di gioia e allo stesso tempo di paura.
Sofia da tempo pensa che i momenti di serenità sono solo tregue che la sorte le offre per riacquistare energie, prima di un’altra battaglia. E và bene così, ha accettato tale equilibrio tra lei e l’universo. “Infondo - pensa - questa è vita”.
Si rannicchia di frequente tra i suoi pensieri. Lì riesce a sentirsi al sicuro, come quando si avvolge nella sua lunga sciarpa di lana bianca o come quando tiene la sua tazza preferita in mano, e il calore del tè le si spande lentamente lungo tutto il corpo.
Il suo gioco preferito è guardare indietro, ripercorrere le strade della sua vita e trovare una logica, il sottile filo rosso che unisce le persone incontrate, le esperienze fatte. E’ un po’ come guardare il palmo della propria mano e tentare di leggervi la storia dei propri 25 anni. Trovare un perché al dolore e alla gioia la rassicura.
Ma alle volte quel sottile filo rosso si spezza o forse solo si aggroviglia, e le riesce difficile capire, vedere.
Questo è uno di quei momenti.
Sofia in una strada deserta, un giovedì sera, davanti a un cancello sconosciuto.
E’ un istante cruciale della sua vita? O forse non lo è affatto.
Sofia crede che in questo eterno dubbio si giochi la bellezza dell’esistenza umana.
Per lei l’insostenibile leggerezza dell’essere si esplica nel districarsi di infiniti momenti cruciali e ordinari.
L’aria pungente di un inverno, che proprio non vuole finire, le sta dando alla testa.
Il sapore di questa attesa è il miglior piacere del mondo. Lo sente sulla punta della lingua, aspro e zuccherino allo stesso tempo. Lo sente nelle membra del corpo, nel tepore che le invade, nel brivido che le fa rapprendere.
Si guarda attorno, vuole ricordarsi questo momento o forse vuole solo allontanare il futuro per godersi ancora un istante l’incertezza del non sapere.
Sofia alza gli occhi a una finestra illuminata. Là qualcuno l’attende, spera.
Ancora un’esitazione. Poi una piccola folata di vento la accarezza e si porta via i suoi pensieri.
Per Sofia è già ora di aprire quel cancello sconosciuto.
Forse un giorno, sorseggiando il suo tè, saprà dire se c’era una sottile logica in quello che stava vivendo, se quello era un momento cruciale della sua vita, o se era solo un infinito istante di ordinaria esistenza.
.... quel cancello ora è un po' meno sconosciuto, sta per diventare la nostra casa ....